Cosa succede dentro di noi quando il patto di fiducia su cui abbiamo costruito la nostra vita crolla all’improvviso?

Nel mio ultimo articolo su Substack, “Breve storia d’amore” vs “Le cose non dette”: anatomia di due tradimenti oltre il limite (attenzione spoilero tantissimo!), ho voluto esplorare due modi diversi, ma ugualmente devastanti, di vivere la fine della fiducia. Mi hanno enormemente colpita entrambi i film.
Perché c’è un dettaglio (che poi dettaglio non è!) che emerge prepotentemente da queste storie, qualcosa che va oltre l’atto in sé del tradimento: la reazione.
Il nodo più grande, quello più doloroso e spesso più distruttivo, è quel momento esatto in cui scopriamo di essere stati traditi (o sentiamo che le promesse fondamentali sono state infrante) e reagiamo in modo spropositato, viscerale, del tutto sconsiderato (la pianificazione di una vendetta rientra in questi comportamenti).
Quei pensieri che portano a quei comportamenti li ascolto troppo spesso nelle mie storie e nel mio lavoro. In questo caso non si tratta di caratterizzare personaggi per dei film che devono colpire a tutti i costi: quei personaggi che osservate sullo schermo e che vi inquietano sono più che realistici.
Reagire con sconsideratezza, aggredendo, vendicandosi o distruggendo tutto ciò che rimane, è una risposta automatica di difesa. Ma c’è una trappola invisibile: agire accecati dalla furia o dal dolore significa, di fatto, lasciare che la nostra parte ferita prenda completamente il sopravvento, annullando l’adulto che è in noi.
Diventiamo OSTAGGI del trauma stesso.
Quando parliamo di queste reazioni estreme, non stiamo parlando di semplice rabbia. Stiamo parlando di un vero e proprio shock psicologico. Come ho spiegato approfonditamente nell’articolo “Betrayal Trauma: guida per riconoscere e superare il Trauma da Tradimento“, il tradimento non è solo un dispiacere d’amore: è un trauma che scuote le fondamenta della nostra sicurezza cognitiva ed emotiva!
Leggendo il mio articolo su Substack, avendo visto le storie dei protagonisti dei 2 film, e pensando a come la nostra società oggi consuma e vive le relazioni, vorrei lasciarti con questi interrogativi.
renditi un momento per rispondere:
- Quanto risuonano in te i comportamenti dei protagonisti citati?
Hai rivisto dinamiche che hai vissuto in prima persona o che hai visto da vicino? - Fino a dove senti di giustificarli?
Esiste un confine superato il quale la reazione della vittima diventa ingiustificabile, o tutto è concesso a chi soffre? - Non esiste più un limite?
Nella società dei social e della spettacolarizzazione dei sentimenti, abbiamo perso il senso della misura anche nel dolore? - Ci si rende conto che reagire con tanta sconsideratezza significa fare il gioco del trauma?
Sei consapevole che, urlando più forte, spesso stiamo solo nutrendo la nostra ferita anziché curarla? - Se guardi al tuo passato, c’è stata una reazione sconsiderata?
E quella reazione impulsiva ti ha davvero protetto o ha solo prolungato il tempo della tua guarigione?
Il trauma da tradimento si supera solo quando smettiamo di farci guidare dalla parte ferita e iniziamo, un passo alla volta, a rimettere al centro noi stessi.
