Basta swipe! Il nuovo trend è farsi presentare dagli amici
Siamo onesti: dopo anni di swipe infiniti e chat che muoiono nel giro di tre messaggi, la fatica digitale si fa sentire. Ma proprio quando pensavamo di averle viste tutte, ecco che il bisogno di incontrarsi di persona riemerge in una forma bizzarra, creativa e decisamente analogica.
Dall’Inghilterra (e con un tocco di follia americana) è arrivato il Mate-making: la prova definitiva che abbiamo voglia di tornare in presenza, anche a costo di farci fare un “pitch” dai nostri amici.
Il trend non è solo una goliardata, è un segnale forte. Dopo aver delegato la nostra vita sentimentale agli algoritmi, stiamo riprendendo il controllo usando l’arma più vecchia del mondo: l’incontro dal vivo…solo con una forma diversa!
La cosa ironica? Per farlo usiamo il linguaggio del lavoro e del web (le slide), ma lo portiamo dentro un pub, ad un locale o un ristorante, davanti a persone in carne ed ossa che possono ridere, applaudire e, soprattutto, guardarci negli occhi.
📖 Il glossario del “ritorno in presenza”
Il fenomeno è conosciuto con diversi nomi, ma la sostanza non cambia: si affida la propria vita sentimentale agli amici (i “Mates”) anziché a un algoritmo. È il ritorno della “presentazione” in chiave moderna, ironica e collettiva.
- Date My Mate: L’invito che sta ripopolando i locali. È il ritorno della “presentazione” tramite amici, ma su un palco.
- Mate-making: L’esatto opposto del matchmaking algoritmico. Qui la selezione è umana, calda e mediata da chi ci conosce davvero.
- Pitch-a-Friend: Prendere il formato delle startup per vendere il valore di un’amicizia.
- Slide Deck Dating: Usare un PowerPoint non per una call su Zoom, ma per rompere il ghiaccio in un bar affollato.

🎤Come funziona una serata?
Innanzitutto non è un appuntamento al buio, è uno show!
- Il Presentatore: un amico (il “Mate”) prepara una presentazione con slide, foto e grafici.
- Il Pitch: l’amico ha 3-5 minuti per convincere il pubblico che sei un “partito” imperdibile.
- Il Q&A: il pubblico può fare domande (spesso divertenti) per approfondire la tua conoscenza.
- Il finale: finite le presentazioni, si scende dal palco e si socializza davvero, senza filtri digitali.
✨ Perché questo approccio funziona?
- Presenza Fisica: vedi subito l’energia di una persona, come ride, come si muove. Cose che un profilo Tinder non dirà mai.
- Validazione Sociale: se un amico mette la faccia per te, sei “certificato”. Niente profili fake o brutte sorprese.
- Meno Ansia da Prestazione: non devi parlare tu (vuoi mettere?)! Puoi restare tra la folla a sorseggiare un drink mentre il tuo amico tesse le tue lodi.
- Filtro Umano: non è un computer a dirti che puoi essere compatibile, è un amico comune che ci mette la faccia e l’umorismo (quanto meno consigliabile).
- Esperienza Condivisa: partecipare a un evento del genere crea subito un legame tra i presenti. Il ghiaccio non si deve rompere, si scioglie durante i pitch.
🛡️ 4 Motivi per cui batte le App
- Verità: in un mondo di AI e filtri, una presentazione goffa e divertente fatta da un amico è l’essenza dell’autenticità.
- Sicurezza Sociale: sapere che qualcuno fa parte di una cerchia di amici reale riduce drasticamente il rischio di brutte sorprese. Per esempio: il rischio di ghosting o maleducazione crolla.
- Filtro Umano: guardando gli amici di qualcuno, capisci subito molto della sua personalità.
- Stop al Burnout: invece di passare ore a scrollare, passi una serata fuori. Mal che vada, avrai bevuto un drink e riso con i tuoi amici.
❓ Domande per te?
– Cosa ne pensi onestamente?
– Ti sembra follia o potrebbe funzionare?
– Avresti il coraggio di farti “pitchare” dal tuo migliore amico/a?
– O forse hai già in mente chi tra i tuoi contatti avrebbe bisogno di una presentazione PowerPoint?
❗ Cosa ne penso io:
Mi incuriosisce moltissimo.
Non è solo un modo “strano” per rimorchiare, è una ribellione gentile contro l’alienazione dello schermo.
Tutti i motivi che ti ho appena elencato sono già potentissimi di per sè!
Inoltre farsi pitchare significa dire: “Mi fido così tanto di come mi vedi tu, che lascio a te il racconto della mia identità”. È un atto di vulnerabilità estrema mascherato da gioco.
Non solo, questo trend ha tutte le carte in regola per funzionare, specialmente in Italia dove la cultura del bar e della socialità è fortissima. Non è follia, è ottimizzazione dell’autenticità. Le app ci hanno tolto il “linguaggio del corpo” e il contesto sociale; questo format restituisce entrambi in un colpo solo.
Funziona perché sposta il rischio: se l’appuntamento va male, la colpa è dell’algoritmo (tristezza); se il pitch va male, è una storia divertente da raccontare con gli amici (sociale).
Io sono prontissima a pitchare!
Un esempio su Milano:

