Sai di cosa si tratta?
Ne hai già sentito vagamente parlare?
Ti è capitato sui social?
Trend o realtà?
❗❗Facciamo chiarezza.
📌Traduzione:
lunedì triste
📌Di quale lunedì parliamo:
del 3° lunedì di gennaio
📌 Come è nato questo termine?
Il termine è stato coniato dal dott. Cliff Arnall, psicologo ed ex tutor dell’Università di Cardiff, dopo che una società di viaggi gli ha chiesto una “formula scientifica” per la malinconia di gennaio. Questi la presentò attraverso un comunicato stampa sul canale televisivo britannico Sky Travel nel 2004.
Et voilà…in pochi anni questa “formula” si è affermata incisivamente soprattutto sui social.
📌 Esiste davvero una formula matematica?
si…assolutamente non riconosciuta e senza prova scientifica… ma è questa:

📌 Primo Blue Monday riconosciuto?
il 24 gennaio 2005
📌Che ne pensa ora il dott. Cliff Arnall?
Dopo 20 anni fa apertamente una campagna contro il Blue Monday, affermando che aveva lo scopo di ispirare le persone a migliorare le loro vite, non di incitare al terrore.
📌 Trend o realtà?
Il motivo per cui ha preso piede nell’immaginario collettivo è che “suona” vero!
Nel suo cercare di capire perché lo stato d’animo sia più basso nel mese di gennaio, e non solo per chi soffre del Disturbo Affettivo Stagionale, ma per la maggior parte delle persone, il dottor Arnall ha individuato una serie concomitante di fattori da non sottovalutare:
- condizioni atmosferiche – spesso nuvolo e freddo
- ore di luce – circa 9, davvero poche
- il ritorno alla routine quotidiana dopo le festività natalizie – tra giorni di festa, ferie e permessi non si è più abituati alla routine serrata
- debiti accumulati – appunto per il periodo natalizio, soldi spesi tra regali, eventuali vacanze e tasse
- alta probabilità di vedere fallititi i propositi per il nuovo anno – 3 settimane è quanto ci vuole per rendersi conto di aver creato aspettative troppo elevate
- bassi livelli di motivazione – quanto sopra mette a dura prova la nostra motivazione spingendoci inoltre ad una sensazione di necessità di azione che non sempre riusciamo a concretizzare
- frustrazione – è il risultato della somma di cui sopra
📌Riflessione personale
Non approvo l’idea di designare e classificare un giorno specifico come il più triste. Da un lato, sminuisce le esperienze di coloro che soffrono di Disturbo Affettivo Stagionale, riducendo le loro lotte a un’unica giornata e sminuendone il disagio. Dall’altro lato, tale concetto viene strumentalizzato e utilizzato come una coperta di Linus, in cui rifugiarsi a volte ridicolizzando gli atteggiamenti.
Tuttavia, i fattori considerati da Arnall sono concreti e contribuiscono realmente a un senso di malessere stagionale per la maggior parte delle persone.
Pertanto, perché no? Ribaltiamo il copione, abbandoniamo il mito e utilizziamo questa giornata come un promemoria.
📌 Quindi che fare?
Sfruttiamola, prendiamo la palla al balzo e domandiamoci: come mi sento in questi giorni?
E se sentiamo quel senso di tristezza, disagio, inadeguatezza proviamo a ricordare a noi stessi che siamo nel bel mezzo di gennaio, dove la somma di:
- condizioni atmosferiche
- ore di luce
- il ritorno alla routine quotidiana dopo le festività natalizie
- debiti accumulati
- vedere fallititi i propositi per il nuovo anno
- bassi livelli di motivazione
➡️portano alla frustrazione e ad un sensazione di tristezza generalizzata.
📌Attivati
Una volta che hai preso la consapevolezza delle tue emozioni e del periodo dell’anno in cui ti trovi, passa all’azione.
Cogli questa opportunità e decidi cosa ti farebbe stare meglio in quel determinato giorno rispetto a questo determinato periodo.
Tempo per sé?
Socializzare?
Attività all’aperto?
Copertina e divano?
Sfrutta questa giornata ormai etichettata e approfittane per una spinta tutta personale!

