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Lui è la mia deriva

Era un pomeriggio di pioggia, ero in anticipo e mi sono fermata ad un bar per prendere un caffè.

Mi sono seduta ad un tavolino ed ho cominciato a conversare con una ragazza che in breve tempo si è confidata raccontandomi la sua relazione con questo uomo più grande di lei e di quanto ne fosse innamorata.  Era talmente coinvolta dalla sua relazione che non aspettava altro che un attento interlocutore. Ne rimango subito colpita e come sempre la mia curiosità mi lancia in molteplici domande che soddisfano il suo bisogno di esternazione.

Mentre sta elencando tutti i pregi di quest’uomo se ne esce con una frase che non afferro fino in fondo “lui è la mia deriva”, chiedo lumi. Mi spiega che la deriva in una barca a vela è una un’appendice simile a un’ala collocata perpendicolarmente nella parte più bassa dello scafo e che nonostante non si veda aiuta a mantenere la rotta a dispetto delle correnti.

Affascinante e molto romantico penso di slancio, ma la questione mi stride e non poco.

L’unica cosa che riesco a focalizzare è che nessun’altro individuo dovrebbe essere la nostra deriva.

In questo caso vorrebbe dire mettere la nostra stabilità e il nostro equilibrio nelle mani di qualcun altro, estremamente pericoloso e poco sano.

È giusto trovare una persona su cui fare affidamento, è giusto avere una persona al fianco su cui poter contare nei tuoi giorni di tempesta perché spesso nella vita abbiamo bisogno di avere qualcuno che ci prenda la mano e ci aiuti ad affrontare delle difficoltà.

Ma questa persona deve essere un plus, ossia un aiuto aggiuntivo alla nostra forza, al nostro equilibrio, non deve in alcun modo essere l’equilibrio.

Abbiamo passato tutti dei periodi in cui ci siamo sentiti destabilizzati, deboli, incapaci di far fronte a difficoltà grandi e piccole. Per questo motivo è fondamentale riuscire a trovare la propria deriva interiore, ed è possibile, assolutamente sì. Lavorando con costanza su noi stessi, facendo un piccolo percorso personale è possibile riuscire a trovare quella fiducia in noi stessi che coltivata nel modo giusto ci renderà persone capaci di far fronte a qualsiasi cosa o di intraprendere qualsiasi relazione.
A quel punto saremo anche pronti per trovare e avere la persona giusta che diventi il nostro aiuto in più, saremo abbastanza lucidi ed obbiettivi per non identificare la nostra deriva in soggetti potenzialmente sbagliati per noi. Perché quando non c’è una centratura reale è molto facile essere offuscati sui nostri giudizi, lasciandoci ammaliare da lati della personalità altrui che non collimano con i nostri bisogni e le nostre necessità profonde.

Dopo quella conversazione ho fatto mio il concetto di deriva. Mi sono soffermata su una mia valutazione in tal senso e sì, anche io ho una deriva interiore che mi bilancia. Non è nelle mani di nessuno, è la mia. Prenderne coscienza è stato estremante soddisfacente.

Letto sotto questi termini sembra la semplificazione di un concetto complicato, in realtà devo dirvi che non è impossibile arrivarci.

Si tratta di una consapevolezza a cui ci si può arrivare dopo un piccolo percorso di conoscenza di se stessi.

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