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L’autostima: questa sconosciuta

Nel mio percorso di formazione è stato uno dei primi argomenti trattati e inesorabilmente spunta costantemente.

Siamo tutti consapevoli del nostro livello di autostima?

Per me è stata una sorpresa. Sono talmente ipercritica nei mei confronti che ero radicalmente convinta di avere un’autostima vacillante, e invece, approfondendo e facendo esercizi ho scoperto che poi così bassa non è.

Portando a casa e applicando ciò che sto imparando ho scoperto al contrario che intorno me persone convinte di averla alta in realtà così alta non è.

Quindi? Cos’è e come dobbiamo valutarla?

L’autostima è un concetto astratto, che non conosce regole ferree di valutazione in quanto si tratta della percezione che abbiamo di noi stessi.

Ma innegabilmente la valutazione che diamo a noi stessi influenza le nostre decisioni.

Vero è, e molti studi lo hanno affermato, che gli eventi della nostra vita spesso hanno influenzato tale valutazione. Il punto focale sta nel fatto che non dovrebbe essere così. Perché avere un’autostima solida ed equilibrata è l’unico strumento che ci permette di affrontare qualsiasi sfida (personale o lavorativa) con l’atteggiamento giusto senza per questo venirne intaccata.

Vi sembra impossibile?

Eppure è così! Perché l’autostima si può gestire, coltivare, alimentare e strategicamente delineare.

Solo credendo nel proprio valore e sentirsi sicuri aiuta a reagire con risposte adeguate alle varie sfide, sia scelte da noi che piombate all’improvviso dal destino. Ma soprattutto è un grande alleato per intraprendere delle sane relazioni.

Innanzitutto togliamo all’autostima qualsiasi altra etichetta. Non si tratta di arroganza, ambizione, ostentazione, egoismo, boria o superficialità.

È vero che non esistono regole ferree ma sicuramente ci sono degli elementi fondamentali che a mio parere (da brava pragmatica) si possono schematizzare:

Spaventati dallo schema o dalle numerose voci?

Non lasciatevi scoraggiare. Come vedete ogni elemento è interconnesso agli altri e per arrivare all’azione positiva finale è indispensabile passare e radicare le fasi antecedenti.

Bisogna spostare un po’ il punto di vista e pensare che per coltivare l’autostima dobbiamo cominciare un’intensa relazione con noi stessi, cosa a cui generalmente non siamo abituati.

Vediamo nello specifico le singole voci:

  • Consapevolezza di sé – identificazione dei propri punti di forza tanto quanto quelli deboli, conoscenza del proprio modo di reagire emotivamente e praticamente di fronte alle situazioni, identificazione dei propri bisogni e desideri, riconoscimento delle emozioni.
  • Accettazione di sé – una volta identificato quanto sopra osservandosi senza giudizio è necessario accettare ogni sfumatura emersa. Senza vederlo come un accontentarsi o una rassegnazione.
  • Amore di sé – dopo aver riconosciuto il proprio valore è necessario trattarsi con rispetto prendendosi cura di sé sia a livello fisico che emotivo. Volersi bene non è sinonimo di egoismo, anzi.
  • Crearsi degli scopi – senza fretta identificare degli obbiettivi da voler raggiungere. Obiettivi realistici e che possano portare beneficio nella propria vita, pratico ed emotivo.
  • Credere in sé – partire verso gli obbiettivi coscientemente consapevoli di avere le capacità per il raggiungimento degli stessi.
  • Essere coerenti – individuare non solo i nostri obbiettivi ma anche i valori ed i principi su cui basiamo le nostre azioni, attenendosi ad essi in ogni circostanza.
  • Affermazione di sé – rispettare le proprie esigenze anche nelle relazioni con gli altri comprendendo l’assertività, ossia il sapere dire di NO.
  • Assumersi le proprie responsabilità – indispensabile far proprio il concetto che siamo noi e solo noi la fonte della nostra realizzazione.
  • Lanciarsi in sfide – a questo punto è possibile, dopo aver acquisito tanta consapevolezza di sé, uscire dalla propria comfort zone e lanciarsi in nuove sfide che non si sarebbero mai prese in considerazione.
  • Concedersi di essere felici – ed ecco il punto d’arrivo: capire ed accettare che non solo è possibile essere felici ma che lo si è meritato. Godendo di questa dimensione.

Si tratta di un percorso assolutamente percorribile, una crescita fattibile da tutti, assecondando i propri tempi.

La prima cosa è volerlo, impegnarsi e affidarsi a qualcuno che possa guidarvi negli esercizi.

Vi sorprenderete dai risultati.

Per concludere riporto una frase che ho trovato davvero interessante sul testo del Master che sto frequentando e che a mio parere esprime l’essenza finale del concetto di autostima:

“una considerazione positiva di sé stessi agisce come il sistema immunitario del potere personale procurando resistenza, forza e capacità di ripresa.”

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