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Siamo chi pensiamo di essere?

E’ il passato a definirci?

Siamo sotto un sorta di incantesimo:  “ti diremo cosa fare, cosa si dovrebbe fare, e chi si è permesso di essere“.

Non per colpa nostra, abbiamo vissuto in gran parte sotto l’influenza dei nostri genitori, dei nostri insegnanti, del nostro ambiente scolastico, dei luoghi che abbiamo vissuto, della nostra cultura, della nostra società, delle aspettative degli altri.

A questo punto la domanda sorge spontanea: Siamo veramente chi pensiamo di essere?

Abbiamo una forte tendenza a credere di sapere esattamente chi siamo, pensando di controllare la nostra esperienza con questa certezza, quando in realtà, una vasta parte di “chi pensiamo di essere” è stato programmato in un certo modo fin dalla nostra prima infanzia e di conseguenza comincia ad essere la traccia subconscia che gioca sullo sfondo diventando il copione di come dovremmo comportarci e di come sentiamo che gli altri dovrebbero comportarsi.

Non sarebbe il momento di rompere questo incantesimo?

Ti sei mai domandato se queste vecchie credenze ti stanno strette? O se sia giunto il tempo per te di aprirti, ascoltarti, ammorbidirti e cominciare a lasciare andare, comprendendo che qualcosa di più evoluto potrà prendere il posto.

Se non stiamo attenti a essere consapevoli cadremo di nuovo nella trappola per identificarci saldamente con la nostra storia, le nostre circostanze, le nostre convinzioni su ciò che è possibile o meno.

Faremo di nuovo l’errore di creare la nostra identità esclusivamente sulla base di tali circostanze, spesso con un senso di fallimento ripetuto o di inadeguatezza latente.

Tutto ciò che viviamo è solo un’esperienza. Non definisce chi siamo noi. E questa esperienza è semplicemente ciò che abbiamo vissuto nella nostra vita. Non definisce la nostra identità, ci aiuta solo a scoprire chi siamo veramente.

Ogni esperienza è un’opportunità per avvicinarci al nostro vero io, identificando le nostre credenze inconsce, rompendo gli incantesimi della nostra infanzia e rompendo le nostre impronte emotive passate. Non c’è nulla da giudicare su come la vita si è svolta fino ad ora, non c’è nessuno da incolpare, nemmeno noi stessi.

Questo ci pone davanti ad un’altra domanda: Se non sono le mie esperienze a definirmi, chi sono veramente?

Iniziate con delineare cosa non siete con delle dichiarazioni sicure, ripetendovele più e più volte:

“Non sono il mio passato”
“Io non sono la mia storia”
“Non sono il mio dolore”

Dopodiché si passa alle dichiarazioni affermative:

L’esperienza è solo l’esperienza. Non definisce chi sono.”
La mia esperienza di vita è un’opportunità per liberarmi.

L’importante è che tu veda questa come una meravigliosa opportunità per iniziare a concentrarti su ciò che vuoi veramente e per inseguirlo, con una mente aperta e tanta curiosità.

Ricorda che:

In sintesi:

Per cambiare la tua esperienza devi cambiare il modo di pensare ed essere aperto a infinite possibilità.

Non è incredibile?
Puoi reinventarti giorno dopo giorno.
Allora, chi vuoi essere?

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