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Effetto Halo

L’effetto Halo può offuscare il tuo giudizio sugli altri.
Allo stesso tempo, può determinare come le altre persone ti percepiscono.

Come esseri umani, siamo soggetti a 188 diversi pregiudizi cognitivi che influenzano la nostra interpretazione del mondo che ci circonda.
Un pregiudizio cognitivo è un errore nel pensiero che si verifica quando le persone interpretano le informazioni o ricordano le informazioni. È un “punto cieco”, o una storia che inventi per spiegare qualcosa a te stesso all’istante, senza nemmeno renderti conto di averlo fatto.

L’effetto halo è noto anche come errore dell’alone.
E’ un tipo di pregiudizio cognitivo in cui la nostra percezione di qualcuno è influenzata positivamente dalle nostre opinioni sugli altri tratti correlati di quella persona.
La parola “alone” deriva da un concetto religioso, si riferisce al cerchio di luce che è posto sopra o intorno alla testa di una persona santa.
Pensate ai dipinti che ritraggono persone santificate, in effetti, portano l’osservatore a formare giudizi favorevoli sul soggetto. Così accade anche nella quotidianità, un tratto che riconosciamo come positivo porta l’osservatore a trarre una conclusione generale positiva su quella persona.
Al contrario, nel caso di un attributo negativo del soggetto può indurre l’osservatore ad un’impressione negativa complessiva di quella persona. In questo caso ci troviamo dinnanzi all’effetto corno (per via delle corna del diavolo).

Un esempio dell’effetto halo è lo stereotipo dell’attrattiva, che si riferisce alla tendenza ad assegnare qualità e tratti positivi a persone fisicamente attraenti. Le persone spesso tendono ad attribuire agli individui attraenti una moralità superiore, una migliore salute mentale e una maggiore intelligenza. Questo errore cognitivo nel giudizio riflette i propri pregiudizi individuali, l’ideologia e la percezione sociale.

Un grande esempio dell’effetto halo in azione è la nostra impressione generale delle celebrità. Poiché le persone li percepiscono come attraenti, di successo e spesso simpatici, tendono anche a vederli come intelligenti, gentili e divertenti.

Un altro esempio di effetto halo lo subiamo costantemente come consumatori. Saremo propensi a comprare un nuovo prodotto a noi totalmente sconosciuto se commercializzato da un marchio a cui siamo fidelizzati o che ci piace.

Lo psicologo americano Frederick L. Wells (1907) identificò per la prima volta l’effetto alone in uno studio sulle valutazioni del merito letterario degli autori.
Tuttavia, fu Edward Thorndike che per primo lo riconobbe con prove empiriche. Thorndike era un comportamentista precoce che approfondiva la psicologia dell’apprendimento.
Introdusse ufficialmente il termine “l’errore dell’alone” nel 1920 nel suo articolo, “A Constant Error in Psychological Ratings“.

Ed ecco che veniamo alla fatidica “prima impressione”, alcuni studi affermano che in soli 7 secondi il tuo interlocutore si crea una prima impressione di te; altri studi sostengono invece che i secondi richiesti siano addirittura di meno.
Ma soprattutto al punto chiave: l’effetto halo influenza la nostra vita.
è una scorciatoia mentale per aiutare le persone a formulare giudizi più rapidi. Serve anche ad aumentare la coerenza delle nostre valutazioni e costruire narrazioni più facili. Le persone tendono ad evitare stati di incoerenza interna: è più facile costruire un’immagine mentale di una persona che sia tutta positiva piuttosto che costruire con cura un’immagine sfumata, che coinvolge sia aspetti buoni che cattivi, a seconda del contesto.

L’effetto halo ha spesso conseguenze pericolose, può offuscare i nostri giudizi sulle persone e indurci in errore a prendere decisioni ingiuste o inappropriate.
Fortunatamente, c’è una strategia semplice per affrontare l’effetto Halo e allenarsi a non giudicare un libro dalla sua copertina. I pregiudizi sono più influenti quando permettiamo al pensiero automatico, intuitivo ed emotivo di influenzare i nostri giudizi. Per ridurre l’influenza dei pregiudizi cognitivi, dobbiamo quindi rallentare le cose e controllare i sentimenti soggettivi.

Ecco una semplice strategia in 5 punti per evitare di lasciarci forviare dall’Effetto Halo:

1 Energia mentale: cerca di assicurarti di avere abbastanza energia mentale quando fai le tue valutazioni, perché la mancanza di energia mentale aumenta notevolmente la dipendenza dall’elaborazione automatica.
2 Rallenta: il secondo passo è rallentare deliberatamente il tuo giudizio e qualsiasi decisione successiva. Prenditi tempo
3 Sii consapevole: la consapevolezza è il primo passo verso il superamento degli errori di giudizio. Tenere a mente le conseguenze potenzialmente dannose delle prime impressioni è utile quando si incontrano nuove persone.
4 Bandito il buon umore: evita di esprimere giudizi quando sei di buon umore, perché il buon umore consuma risorse cognitive e aumenta la dipendenza dagli stereotipi, incluso l’effetto alone. Uno studio del 2011 di Joe Forgas ha rilevato che le persone di umore negativo erano notevolmente meno influenzate dall’effetto alone.
5 Sii sistematico:  cerca di coinvolgere le tue capacità di ragionamento analitico adottando un approccio sistematico. Questo suona più complicato di quanto non sia, potresti preparare un elenco di criteri essenziali e costringerti a considerare attentamente ciascuno di essi prima di fare una scelta. Per esempio, quando si sceglie un nuovo partner romantico, è possibile seguire una lista di controllo mentale di “must-have” o assoluti “no-no”.

Naturalmente, essere consapevoli dell’effetto halo non rende ancora facile evitare la sua influenza sulle nostre percezioni e decisioni. L’effetto alone è solo uno dei tanti pregiudizi che consentono alle persone di prendere decisioni rapide, ma contribuiscono anche a errori di giudizio.

Perchè ricorda: la mente mente.

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