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Il diario della gratitudine

Uno dei primi esercizi che ci è stato dato.

Se cerchiamo la definizione la Treccani riporta questo:

gratitùdine s. f. [dal lat. tardo gratitudo -dĭnis, der. di gratus «grato, riconoscente»]. – Sentimento e disposizione d’animo che comporta affetto verso chi ci ha fatto del bene, ricordo del beneficio ricevuto e desiderio di poterlo ricambiare (è sinon. di riconoscenza, ma può indicare un sentimento più intimo e cordiale)”

In realtà la gratitudine è ben più di questo, è energia, è un’azione attiva, è un genuino sentimento nel momento in cui riusciamo ad apprezzare ciò che è di valore e che ha un significato per noi.

E’ necessaria per una crescita personale, per sviluppare un buon rapporto con gli altri, per accogliere le vicende della nostra vita. Deve far parte della nostra quotidianità e possiamo allenarla e svilupparla.

Lo psicologo  Robert Emmons è conosciuto come il più importante esperto scientifico mondiale di gratitudine. Il Dott. Emmons ha dedicato la sua vita a comprendere meglio quale ruolo avesse la gratitudine, non solo nella nostra vita, ma anche nella nostra salute mentale e fisica

.
Ha effettuato una ricerca sul legame tra gratitudine e felicità chiedendo a 3 gruppi di persone di tenere un diario.
Con una cadenza settimanale i partecipanti, ripensando ai 7 giorni appena trascorsi, dovevano compilare un elenco:
° il primo gruppo 5 cose per cui erano grati
° il secondo gruppo 5 problemi affrontati
° il terzo gruppo 5 situazioni vissute.
Dopo 10 settimane, un test effettuato rivelò che il primo gruppo si sentiva più felice degli altri.

Uno studio del 2015 della University of Southern California ha ipotizzato che la gratitudine porti a dei picchi di attività nelle regioni del cervello associate alla cognizione morale, al giudizio di valore e alla teoria della mente (rispettivamente la corteccia cingolata anteriore e la corteccia prefrontale mediale). I risultati dei dati delle risonanze magnetiche dello studio, che comprendeva 26 partecipanti di età compresa tra i 18 e i 28 anni, hanno confermato i picchi in tali regioni.

Nello stesso anno un altro studio è stato condotto, questa volta su individui che avevano problemi di salute mentale pre-esistenti reclutando 293 persone che non avevano ancora iniziato sessioni di consulenza. La maggior parte dei partecipanti lottava con la depressione e/o l’ansia.
I soggetti sono stati divisi a caso in tre gruppi:
° il primo gruppo di controllo sottoposto solo a psicoterapia
° il secondo gruppo si è sottoposto alla psicoterapia e alla scrittura espressiva
° il terzo gruppo si è sottoposto alla psicoterapia e alla scrittura di gratitudine

Entro 4-12 settimane dall’inizio degli esercizi di scrittura della gratitudine hanno riportato una salute mentale significativamente migliore rispetto a quelli degli altri 2 gruppi. I risultati di questo studio (e altri simili) suggeriscono che gli esercizi di gratitudine possono essere utili non solo per la mente sana e ben regolata, ma per gli individui che stanno lottando con problemi di salute mentale.

Non siamo abituati alla gratitudine se non quella formale, quindi alleniamo a predisporci a questa forma mentale in modo spontaneo.

Impariamo a non dare niente per scontato e soprattutto ad apprezzare non solo gli avvenimenti “straordinari” ma proprio le piccole cose della quotidianità.

Come?

Tenendo il diario della gratitudine

Un semplice quaderno su cui scrivere ogni sera prima di dormire almeno 5 eventi o situazioni per cui ti senti grato. All’inizio ti sembrerà difficoltoso ma man mano sarà sempre più semplice. Alla fine di ogni settimana rileggi ciò che hai scritto e scoprirai che alcuni punti si ripeteranno. Ti sorprenderai dell’effetto, arricchendoti e cambiandoti prospettiva su ciò che hai o vivi, con un punto di vista più positivo.

Io l’ho provato e continuo a farlo

Ora tocca a te!

La gratitudine non è solo la principale virtù, ma anche la madre di tutte le altre

Marco Tullio Cicerone

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